AUTOBIOGRAFIA

   (ironica non prendetemi sul serio!)

faotto_fiori_rondini_estate_2006Sono nata nei favolosi sixties, ovviamente ho portato quei terribili pantaloni scampanati, le giacchette striminzite con i colli a punta e le sciarpe lunghe chilometri, poi fortunatamente è passata…

Sono andata a scuola per “farmi un’istruzione” come si diceva, e nonostante qualche resistenza da superare del tipo “è cosė brava in latino! Dovrebbe frequentare il liceo classico” sono riuscita a frequentare il Liceo Artistico e poi l’Accademia di Belle Arti a Venezia.

 A dire la verità, ho anche barato con i miei genitori giurando che se avessi potuto tenermi un cucciolo di gatto, rosso, che mi aveva regalato una mia compagna di scuola, avrei studiato alla facoltà d’Architettura. Il gatto è vissuto vent’anni e io ho felicemente conosciuto il mondo della scultura sotto la guida di Gianfranco Tramontin.

Da “giovane artista” quale ero partecipavo a collettive come la Bevilacqua La Masa, alle mostre internazionali delle Accademie di Belle Arti, ricevevo qualche premio, delle segnalazioni, qualche targa in similoro.

Sono stata selezionata per una mostra commemorativa per il Maestro Viani, organizzata dal Lions Club, dove ho presentato una scultura di ferro, tagliato a cannello e saldato, alta un paio di metri, lavoro che mi ha consentito di provare le scarpe da fabbro, quelle con la punta della tomaia di metallo per capirci, e saltellare per una bell’officina in quel di Cannaregio.

Poi è iniziato il periodo delle personali, il sacro fuoco dell’arte mi ha portato a Venezia, Treviso, Bologna, Trieste, Ranshofen (Austria), ho trasportato i miei lavori qui e la.

Soddisfazioni naturalmente, ma anche non da meno, collezionisti affezionati che mi seguivano.

Ho iniziato ad insegnare scultura all’Istituto d’Arte di Venezia, all’Istituto d’Arte di Ferrara, al Liceo Artistico di Venezia, dove lavoro tuttora.

L’attività artistica continua, sperimento nuovi materiali, cerco un linguaggio mio, ma attraverso il quale poter comunicare con gli altri, rincorro l’idea di scoprire un orizzonte…

Si usano di nuovo i pantaloni a vita alta.. che sia un segno del destino?                
 
 
  Site Map