L'acquerello ..le velature, le trasparenze, le sovrapposizioni, le compenetrazioni cromatiche. Come dimenticarle?

La scultura, certo.

Ma non quella urlata dai volumi possenti, non quella che riempie gli spazi di materia, piuttosto il concetto, l'idea dello spazio essenziale dato dalla profondità oltre la superficie. Come uno specchio d'acqua, o come la profondità delle quinte teatrali..in fondo , più in là verso il buio.

Di tanto in tanto qualcosa emerge dalla superficie verso di noi, ma è un segno leggero, un accenno di forma, suggerisce soltanto.

La membrana che divide la "profondità" da noi è sempre tesa. Su di essa forze opposte Si contrappongono orientandosi in diverse direzioni pur essendo unite, cucite, saldate.

La tensione si riproduce sempre, non scompare, ma viene a far parte del tessuto della membrana, si confonde con la sua trama, con il suo ordito.

Talvolta la cornice stessa diventa elemento concettuale perchè contiene, ma sostiene, è necessaria alla costruzione di quella trama e di quell'ordito, che senza un perimetro che delimita e racchiude non potrebbero esistere... disperdendosi.

Un rimando fortissimo alla psicanalisi, all'introspezione, alla ricerca di  un sé consapevole ( spesso imprigionato dalle regole dell'apparire), la difficoltà di penetrare la superficie e raggiungere un punto...il luogo dell'essenziale.

La ricerca espressiva unisce la tecnica dell'assemblaggio, con citazioni all'arte della tessitura e del cucito, si esprime con un linguaggio ricco di polarità colore e segno, profondità e superficie, tendendo come fine ultimo a lasciare un portolano dell'anima. 

 

 
 
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